Indagine Faunistica del Parco Regionale del Matese attraverso la tecnica del foto-trappolaggio naturalistico

Il progetto nasce nel 2017 grazie al sostegno dal Parco Regionale del Matese e all'intuizione del socio Giovanni Capobianco che segue in prima persona l'indagine scientifica.

Molto spesso l’elevata elusività di alcune specie rappresenta un limite per il raggiungimento di un quadro completo delle informazioni inerenti la fauna selvatica in area protetta. L'obiettivo del progetto è proprio quello di rilevare la presenza/assenza di determinate specie difficilmente censibili e/o monitorabili e delle quali non si possiedono informazioni sufficienti inerenti lo status, come il  Gatto selvatico (Felis sylvestris), il Lupo (Canis lupus), la Martora (Martes martes), la Puzzola (Mustela putorius), il Capriolo (Capreolus capreolus), specie inserite in liste di tutela nazionale ed internazionale (Dir. Habitat, CITES, Red List IUCN).

L'indagine si basa sull'utilizzo di fotocamere ad infrarossi, un metodo efficace e non invasivo, particolarmente adatto allo studio di specie elusive. Queste apparecchiature fotografiche, che permettono di registrare su supporti digitali (schede SD) sia immagini che video, si attivano grazie ad un sensore passivo (P.I.R.), un dispositivo sensibile ai raggi infrarossi che basa il suo funzionamento sul rilevamento termico o di movimento dello spazio inquadrato. Appena il sensore rileva una differenza di temperatura, come ad esempio un corpo caldo che attraversa il campo inquadrato, fa scattare la fotocamera. Le fotocamere sono inoltre dotate di un illuminatore IR che permette di registrare immagini e video di notte ed in condizioni di scarsa luminosità mediante led infrarossi invisibili.

Grazie all’introduzione di tecniche innovative come il fototrappolaggio è possibile documentare con certezza la presenza di alcune specie dapprima segnalata attraverso il ritrovamento di tracce o segni. Il fototrappolaggio, inoltre, rappresenta anche un ottimo strumento di controllo ai fini conservazionistici e gestionali di un’area protetta sia per quanto riguarda i reati ambientali sia per quanto riguarda il rilevamento di specie invasive.

Per saperne di più segui la pagina FB dedicata al progetto!

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