L’avifauna delle vette in primo piano

a cura di Riccardo Mattea

Si sente sempre più spesso parlare di emergenza climatica, fenomeno che riguarda tutti da vicino ma che spesso ci viene raccontata con immagini e storie che vengono da lontano. L’iconografia della crisi climatica nei suoi effetti sulla biodiversità è sovente rappresentata da orsi polari denutriti su lembi di ghiaccio sempre più piccoli ed elefanti e antilopi stremate alla ricerca di acqua in deserti sempre più grandi.

Ma non occorre andare così lontano per posare lo sguardo sugli effetti che l’emergenza climatica ha sugli animali e la biodiversità tutta. Infatti questa mostra intende mettere in primo piano agli effetti dei cambiamenti climatici degli ambienti di alta quota dell’Appennino e sugli uccelli migratori che li attraversano.

La mostra che si sviluppa nel Salone Minore del Museo Zoologico, quello dedicato agli uccelli. L’obiettivo è quello di mostrare la bellezza e la fragilità delle specie che rischiamo di estinguere se non prendiamo consapevolezza degli effetti delle nostre azioni. Le specie non saranno in primo piano solo nelle immagini ma anche nelle parole di chi le studia, infatti attraverso i QrCode sarà possibile ascoltare dalla voce dei ricercatori che le studiano e comprendere quali sono le problematiche che mettono a rischio questi meravigliosi animali.

Riccardo Mattea, dichiara: “Questa mostra nasce grazie ad una collaborazione tra con l’associazione ARDEA dove l’obiettivo principale è stato quello di documentare le fasi di inanellamento che avvenute durante il campo di inanellamento di Migrandata Cervati. Di tutte le foto che ho scattato, ho deciso di mostrarvi i veri protagonisti del progetto: gli uccelli. L’idea di esporre delle gigantografie delle specie che vedrete in questa mostra è quella di portare la natura in città, facendo immergere lo spettatore nelle foto fino a farlo innamorare della bellezza e dei dettagli che si possono trovare in ogni singolo individuo.

Bellezza degli animali e dei loro dettagli.  Ogni specie che vedrete, sarà affiancata da un QR CODE che vi collegherà con un esperto della specie e vi spiegherà quali sono i rischi che ognuna di loro sta correndo”.

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