Specie narrata dall’ornitologo e Presidente di ARDEA Rosario Balestrieri.
Testo sintetizzato da Antonio Nicodemo.

Il balestruccio appartiene al gruppo delle rondini e da questa si distingue per essere un pochino più piccola ed avere una sella bianca nella zona sopra caudale. Altra caratteristica è l'avere le zampe piumate.
Il balestruccio costruisce dei nidi di fango con una caratteristica forma a cupola capovolta ed è facile distinguere una colonia di balestrucci proprio per le tipiche forme dei nidi. I balestrucci, come rondoni e le altre specie di irundinidi si nutre di “aeroplancton”. Ed è questo il motivo che lo spingeva fin su al Cervati, per alimentarsi dei piccoli moscerini che animano la colonna d’aria.
Il balestruccio è fra i pochissimi uccelli europei per cui non è ancora noto l’areale di svernamento, probabilmente ubicato in Africa, al di sotto del Sahara, in quanto la rotta di migrazione si perde in quella direzione. Tuttora non sono noti i territori precisi in cui questa specie passa l'inverno probabilmente questo potrebbe essere dovuto al fatto che il balestruccio passa l'inverno in quota senza mai posarsi, per cui senza mai dare la possibilità a chi lo studia di rilevarlo sul territorio.
Questa specie può costituire delle colonie molto numerose che possono risultare fastidiose per il guano e per i rumori, per cui spesso, in barba a tutte le leggi che tutelano la fauna selvatica, i cittadini infastiditi dalla presenza dei balestrucci, distruggono i loro nidi e questo può causare la morte degli embrioni nelle uova o dei piccoli.