Audio scritto e registrato da Riccardo Alba, Ornitologo dell'Università di Torino.


Il Calandro è un passeriforme migratore diffuso in Europa, Asia e Africa. In Italia lo si può ritrovare nelle Alpi, dove è più difficile osservarlo, mentre in Appennino risulta ancora relativamente comune anche alle quote più alte.
È presente nel periodo primaverile estivo, mentre passa l'inverno in Africa a sud del Sahara o nella penisola arabica e in India. Dopo aver compiuto una lunga migrazione. Il calandro è caratterizzato da un piumaggio particolarmente beige, caldo, simile al colore della sabbia ed ha una forma slanciata con la coda molto lunga che gli permette grandi capacità di volo. Predilige ambienti di tipo steppico.
Si muove costantemente tra i massi e tra l'erba, nei paesaggi brulli che abita alla ricerca di invertebrati ed insetti. Generalmente singoli cespugli o alberelli vengono utilizzati dai maschi come posatoi di canto. Evita accuratamente le aree boschive. I prati e i pascoli degradati sono fondamentali per la vita di questa specie, la quale, è minacciata dall'avanzata del bosco in molte aree collinari del nostro paese.
Fermare il declino della specie rappresenta un'indicazione fondamentale per la tutela del calandro nel nostro paese. In particolare dovrebbero essere identificate aree specifiche in cui impostare una corretta gestione degli ambienti aperti, in linea con le esigenze della specie, incoraggiando ad esempio, pratiche pastorali tradizionali quali il pascolo brado.
Audio scritto e registrato da Riccardo Alba, Ornitologo dell'Università di Torino.


Il Prispolone è un piccolo passeriforme migratore diffuso in Europa e Asia. In Italia predilige i boschi sia di conifere sia di latifoglie, intervallati da spazi aperti. Può essere confuso con la pispola, che però è presente in Italia nei mesi invernali, mentre il prispolone si riproduce nei mesi primaverili-estivi per poi migrare a sud del Sahara per passare l'inverno.
I due sessi hanno un piumaggio simile, prevalentemente marrone con strisce marcate sul petto più chiare di color crema, è lungo circa 16 cm con una coda relativamente lunga. Non è difficile osservarlo posato sulla cima di un albero durante le passeggiate in montagna, mentre emette un canto melodioso per poi ridiscendere a terra o sulla cima di un altro albero.
Si nutre prevalentemente di insetti, ragni e altri piccoli invertebrati che cattura sul terreno o compiendo brevi voli per catturare le prede in aria. I continui mutamenti diretti e indiretti dell'habitat da parte dell'uomo sono inevitabilmente una minaccia per questa specie, al contrario di quello che si potrebbe pensare in passato le attività agricole pastorali negli ambienti di pianura e collina rappresentavano una garanzia.
L'intensificazione delle pratiche agricole in pianura e l'abbandono delle attività pastorali in ambiente montano hanno comportato, infatti, una riduzione dell'habitat della specie.