BALIA NERA

Ficedula hypoleuca (Pallas, 1764)

Audio scritto e registrato da Elena CAPPS di Altan Beha e Coloris Honjo

Narrato da Federica 
Sintetizzato da Antonio Nicodemo.
balia nera

La Balia nera è un uccello lungo circa 12, 13 cm ed ha un'apertura alare di 24 cm, migratore svernante in Africa occidentale subsahariana. Durante la stagione riproduttiva, questa specie occupa aree di molti paesi diversi, in Europa, nell'Africa settentrionale e parte dell'Asia. In Italia nidifica raramente, ma migratore regolare e non è raro vederlo in primavera o in autunno. Ha una distribuzione ed una dimensione della popolazione molto ampi e quindi non è ritenuta minacciata dalla IUCN. Presenta dimorfismo sessuale, ovvero il maschio e la femmina, hanno un aspetto diverso.

Il colore del maschio varia geograficamente a seconda delle popolazioni, è di solito nero o brunastro sulla parte superiore e bianco sulla parte inferiore, presenta macchie bianche sulle ali come i lati della coda ed una macchia più o meno accentuata sulla fronte sopra il becco. In autunno il colore è sostituito da sfumature più grigiastre. È una specie tipica di boschi di conifere e latifoglie, dove depone in cavità naturali di alberi o in cassettine artificiali, in media 6 uova azzurre. In questa specie non è raro vedere casi di poliginia, ovvero dove il maschio si accoppia con più di una femmina nella stessa stagione.

Il maschio lascia il territorio che ha con la sua femmina primaria, per accoppiarsi con una seconda femmina, poi torna dalla precedente, per aiutare con la cura e l'alimentazione dei nidiacei. Gli individui adulti di balia nera sono principalmente insettivori. Questa specie, infatti, si nutre comunemente di insetti in volo, ma anche i ragni e gli isopodi sono fondamentali nella sua dieta. Nelle ultime decadi del secolo scorso, diverse popolazioni europee hanno subito un declino a causa del cambiamento climatico. Con il riscaldamento globale ed il conseguente anticipare della primavera in Europa, la balia nera si è trovata ad arrivare nei territori riproduttivi dopo la migrazione troppo tardi rispetto al picco della preda preferita per i nidiacei, i bruchi. Questa asincronia fenologica ha portato ad un'iniziale svantaggio nella riproduzione. Ad oggi sembra che queste popolazioni siano in parte adattate, anticipando il loro arrivo nei territori riproduttivi, e probabilmente compensando con un ampio spettro di prede alternative.

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